La fotografia è l'archivio della nostra mortalità.
Le fotografie ci mostrano individui presenti in modo inconfutabile e preciso all'interno delle loro esistenze;
esse hanno il potere di radunare persone e cose che un attimo dopo si saranno già disperse, che saranno cambiate e avranno ripreso il corso del proprio destino individuale.
Ogni fotografia proclama l'innocenza, la vulnerabilità di vite dirette verso la propria distruzione.
Susan Sontag,
Sulla fotografia, Einaudi
(citata in Ian McEwan,
Blues della fine del mondo, Einaudi 2008)